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Pubblicazioni

Una vasta raccolta dei miei lavori scientifici: libri, monografie e recensioni.
MUMMIES
Interdisciplinary Dialogues. A cura di Maurizio Harari e Sabina Malgora.


Questo libro si apre con una panoramica sulla scoperta della tomba di Kha e Merit da parte di Schiaparelli nel 1906, scritta dall'illustre direttore del Museo Egizio di Torino, Christian Greco, ma raccoglie una serie di articoli che esplorano, sotto vari aspetti, due mummie conservate presso il Museo Archeologico dell'Università di Pavia fin dal XIX secolo. Attraverso questi contributi, il lettore potrà anche comprendere le caratteristiche principali del protocollo di ricerca del Mummy Project, che costituisce un modello esemplare di rispetto per i resti umani, nonché per la loro conservazione e potenziale esposizione. Il Museo Archeologico dell'Università di Pavia, fondato nel 1820 da Pietro Vittorio Aldini (1773–1842), ospita una ricca collezione di manufatti, tra cui reperti preistorici, offerte votive etrusche in argilla, ceramiche dipinte provenienti da Grecia, Italia meridionale ed Etruria, bronzi figurati, sculture romane, iscrizioni latine, un notevole numismatico e una gipsoteca.

ANKHEKHONSU E LA COLLEZIONE EGIZIA DEL MUSEO ARCHEOLOGICO DI BERGAMO
a cura di Stefania Casini, Sabina Malgora e Ilaria Piccolini.


Il volume illustra la collezione egizia del museo con un ricco corredo di saggi di approfondimento sulle diverse tipologie di reperti. La parte più grande del catalogo è dedicata alla mummia di Ankhekhonsu e al suo sarcofago. Essi sono stati al centro di un progetto di ricerca che ha coinvolto tutti gli specialisti del Mummy Project, che hanno studiato i reperti con le più moderne tecniche di indagine egittologiche e forensi, con il fine da un lato di restituire all’individuo mummificato identità e dignità e di inquadrare storicamente il sarcofago, dall’altro di garantire loro l’eternità con il restauro. Tutti i reperti sono stati donati da collezionisti, di essi non si conosce la provenienza, ad eccezione della mummia e del suo sarcofago. Provengono infatti dall’area tebana, dove Ankhekhonsu prestava servizio come scriba del granaio delle offerte del tempio di Amon (oggi Karnak) e come sacerdote puro. Grazie alle ricerche effettuate, si delinea la figura del personaggio a cui è stata fatta anche la ricostruzione del volto.

DALL’EGITTO ALLE ALPI
La collezione egizia del Castello del Buonconsiglio


La collezione egizia del Castello del Buonconsiglio di Trento è formata dai reperti collezionati da Taddeo de Tonelli, maggiore dell’esercito asburgico (Levico nel 1778/79 - Vienna 14-06-1858) che lasciò per testamento alla città di Trento un ricco patrimonio di manufatti, provenienti da diverse parti del mondo. In questa collezione enciclopedica e “curiosa”, la parte egizia è preponderante Il numero degli oggetti supera il migliaio. Tutti gli oggetti provengono da contesti funerari, essendo essi stessi parte dei corredi inseriti all’interno delle tombe, e coprono l’intero arco della storia faraonica. "La collezione è come una lente attraverso la quale indagare la cultura del popolo che ha vissuto lungo la Valle del Nilo. Una lente che permette di vedere come gli egizi immaginavano il mondo, come concepivano la vita terrena e quella eterna, come esprimevano il loro senso religioso, come superavano la paura della morte ridefinendone i confini.

LA COLLEZIONE EGIZIA DEL MUSEO CAMILLO LEONE

L’eclettismo delle raccolte vede accanto a collezioni strettamente connesse con la storia vercellese, primario interesse del notaio collezionista che dà il nome al museo, anche raccolte di diversa provenienza territoriale. Tale aspetto deriva dal concetto di opera d’arte come strumento di conoscenza e di istruzione e dalla condivisione con l’ambiente colto torinese dei principi di conservazione e tutela. Ecco quindi giustificata la presenza a Vercelli, anzi, anche a Vercelli, di un piccolo, ma interessante nucleo di reperti egizi, così come in altri musei piemontesi. La collezione egizia, apparentemente lontana dagli interessi prevalenti di Camillo Leone, riflette invece i suoi multiformi interessi e il desiderio di conservare e tutelare, a prescindere dalla tipologia e dall’epoca, testimonianze rilevanti del passato. Certamente la civiltà egizia non affascinò il notaio vercellese quanto sedusse l’avvocato Antonio Borgogna, suo coetaneo e concittadino, nella cui preziosa collezione, oggi Museo, aveva un posto d’onore la cosiddetta “Sala Araba”, dove erano conservate originali opere orientaleggianti e dove furono esposti i due coccodrilli imbalsamati «piuttosto voluminosi», donati da Leone e provenienti dalla collezione di opere d’arte dell’Ospedale Maggiore, da lui acquistata nel 1889.

Per l’acquisto contattare il museo al numero 0161 253204

IL CASO ANKHPAKHERED
I nuovi approcci scientifici del Mummy Project


Una mummia, il suo sarcofago, una egittologa. Il mistero di Ankhpakhered ha tutti i requisiti per appassionare i lettori. Il sarcofago, datato tra il 740 e il 725 a.C., stando ai geroglifici, conteneva le spoglie di un sacerdote, di nome Ankhpakhered, vissuto tra la 22ª e la 23ª dinastia. La mummia che si trovava all’interno di esso, però è avvolta da un bendaggio Molto semplice, senza alcuna iscrizione nominale, priva del lenzuolo esterno così come del corredo di amuleti che poteva essere appropriato per un esponente della casta sacerdotale. Tutto ciò, oltre alle molte fratture post mortem. E alle ossa ritrovate in posizioni dislocate, lascerebbe pensare che la mummia ritrovata nel sarcofago non sia realmente quella di Ankhpakhered. Così, dopo un restauro conservativo, la mummia è stata sottoposta a tac presso il Fatebenefratelli di Milano, per datarla e scomporla in immagine assiali che hanno reso possibile la ricostruzione in 3D, svelandone la storia medica. La mummia per adesso conserva gelosamente il suo mistero

Questo volume sostiene il Mummy Project. Per l'acquisto scrivere a info@mummyproject.it

LA MUMMIA DI MERANO
Viaggio alla scoperta della mummia


Il volume racconta gli studi effettuati sulla mummia egizia ed il suo sarcofago conservati presso il Palais Mamming Museum di Merano, a cura del team del Mummy Project, diretto da Sabina Malgora. Si tratta di un centro ricerche, sviluppo progetti ed eventi culturali, con la missione di studiare le mummie e le collezioni egizie con analisi effettuate con le più moderne tecniche di indagine forense. La storia moderna della mummia inizia dalle osservazioni della studiosa. La mummia è misteriosa: riposa in sarcofago che pare non essere stato completato e dalle dimensioni maggiori rispetto alla mummia. La mummia ed il suo magico contenitore diventano protagonisti di un progetto di ricerca con lo scopo di restituirle l'identità, scoprire la sua età ed il periodo in cui è vissuta. Per questo è stata sottoposta a tomografia computerizzata (TC) e sono stati effettuati prelievi per analisi molecolari, tra cui quella del radio carbonio C14 ed infine è stata effettuata la ricostruzione del volto.

Questo volume sostiene il Mummy Project. Per l'acquisto scrivere a info@mummyproject.it

GIOCHIAMO CON LA SFINGE

Questo libro nasce per Mattia, mio nipote, che lo ha ispirato. Prima ancora di essere un libro, i diversi temi trattati sono stati argomento di una rubrica sul settimanale la Vita Casalese. L’idea è nata da una telefonata con la redazione ed in particolare con l’amica giornalista Marcella Bertozzi. È stato scritto durante il periodo più buio del virus Covid-19 che ha colpito il nostro paese. E ha visto la luce nella notte del solstizio d’estate, quando le tenebre sono più a lungo sconfitte. La sua impostazione non è volutamente quella classica per piccoli lettori, fatta di disegni colorati, ma è più simile ad un’edizione per appassionati egittologia, dove argomenti difficili sono sciolti in un linguaggio semplice pur mantenendosi fedele alla verità scientifica. Questo libro non è solo per mio nipote, ma per tutti i bambini e le bambine che mi seguono e che mi hanno seguito negli anni, riempiendomi di gioia e soddisfazione. Ma è un libro anche per piccoli, grandi adulti, per coloro che amano piccole attività manuali.

Questo volume sostiene il Mummy Project. Per l'acquisto scrivere a info@mummyproject.it

UR SUNU. GRANDI DOTTORI DELL'ANTICO EGITTO
Malattie e cure nella terra dei faraoni


Vi sono molte finestre da cui è possibile indagare la cultura egizia. La medicina è certamente una di queste e risulta delle migliori, poiché la documentazione spazia in diversi campi dalla filologia all’architettura, dalla pittura alla papirologia, dall’antropologia alla farmacologia. Il volume nasce come catalogo della mostra omonima, ma diventa un testo di riferimento sul tema, esauriente ed affascinante, declinato con saggi, scritti da numerosi specialisti, che toccano svariati argomenti: la figura del medico in primo luogo, con le sue gerarchie e le sue specializzazioni; la pratica della medicina: le malattie e le cure; la farmacopea; gli aspetti magici e religiosi; le divinità protettrici; la mummificazione; senza dimenticare un volo d’uccello sulla storia di questa civiltà. Sorprendenti le pagine dedicate alle tavole anatomiche al dizionario medico. Oltre 150 reperti soddisfano gli argomenti trattati: statue, strumenti chirurgici, amuleti, frammenti di papiro, stele e numerosi reperti organici, quali mummie e resti ossei che presentano chiari segni di malattia, come ad esempio traumi, tumori, carie etc.

Questo volume sostiene il Mummy Project. Per l'acquisto scrivere a info@mummyproject.it

IL VINO NELL’ANTICO EGITTO.
Il passato nel bicchiere.


Il vino è espressione poetica della terra e della storia. Il vino nell’antico Egitto è un prodotto costoso, in generale riservato alla famiglia reale, alle classi elevate e considerato un elemento importante nel corredo funerario. È usato durante i rituali in quanto dotato di qualità divine. La sua produzione coinvolge un numero elevato di persone, dalla coltivazione al consumo. Vi erano vini rossi, bianchi e dolci. Il volume, con una accattivante e grande apparato fotografico di reperti e pitture provenienti dalle tombe, illustra tempi e modi della viticoltura, simili a quelli di oggi. Vi sono cru, nomi dei vignaioli, etichette sulle anfore, annate e terreni considerati migliori. Particolarmente apprezzato, in Epoca Greco Romana, il Meroitico, bianco e dolce, amato da Cleopatra. Il tema è sviluppato in ambito religioso tra significati simbolici e divinità, tra cui il dio Osiride, dio dell’Oltretomba e anche dio del vino, e in ambito funerario con le più rilevanti scoperte archeologiche, tra cui la tomba di Tutankhamon che ha restituito decine di vini.

Libro in fase di ristampa